Il filtro h-alpha di Astronomik è ideale per la fotografia delle regioni HII sia da aree soggette a inquinamento luminoso che da zone di osservazione buie.
Il filtro h-alpha di Astronomik aumenta notevolmente il contrasto tra gli oggetti che emettono luce a 656 nm (linea H-alpha) e lo sfondo del cielo, consentendo così lunghi tempi di esposizione per immagini profonde e ricche di contrasto.
Il filtro blocca quasi completamente le linee di emissione delle lampade a vapore di sodio (Na) e mercurio (Hg) ad alta e bassa pressione, i picchi delle tipiche luci a LED, la maggior parte delle linee dell’airglow naturale e gran parte della fastidiosa luce lunare.
Il filtro h-alpha di Astronomik blocca efficacemente tutta la luce indesiderata di lunghezze d'onda diverse da 656 nm, dall'ultravioletto (UV) all'infrarosso (IR).
Il rivestimento Astronomik MaxFR
Sia il rivestimento Astronomik MFR che quello MaxFR offrono un contrasto estremamente elevato, una dispersione della luce minima, l'assenza di aloni e stelle nitidissime. Inoltre, garantiscono il miglior blocco possibile su tutto lo spettro, dagli UV agli IR.
Il rivestimento MaxFR garantisce che i filtri a banda stretta per linee di emissione Astronomik possano essere utilizzati con sistemi ottici estremamente veloci come il Celestron RASA e l’Astrograph Takahashi Epsilon. A differenza dei filtri di altri produttori, che spesso offrono versioni speciali “High-Speed”, i filtri MaxFR di Astronomik mantengono le loro caratteristiche di trasmissione anche in sistemi ottici normali, meno luminosi. L’utilizzo di un filtro MaxFR con un sistema ottico normale non presenta alcun svantaggio e vi fa risparmiare molto denaro sull’acquisto di più set di filtri.
Per i filtri da 6 nm con rivestimento MaxFR, ciò significa un’utilizzabilità illimitata da f/2,2 a f/6 e circa il 90% della trasmissione massima a f/2.
Differenza tra i filtri Astronomik da 12 nm, 6 nm e 4 nm
La scelta tra larghezze di banda a metà altezza di 12 nm, 6 nm e 4 nm dipende dalle condizioni di ripresa e dal tipo di fotocamera. Non esiste un'opzione “migliore” in assoluto: ogni larghezza di banda a metà altezza soddisfa uno scopo specifico.
I filtri a banda stretta per linee di emissione Astronomik da 6 nm sono solitamente la scelta migliore per l’astrofotografia. Sono ideali per riprendere oggetti poco luminosi in regioni della Via Lattea ricche di stelle, poiché, rispetto ai filtri da 12 nm, di norma dimezzano il numero di stelle nell’immagine, semplificando così notevolmente l’elaborazione delle immagini.
I filtri a banda stretta per linee di emissione da 6 nm sono in particolare la scelta ideale se si utilizza una fotocamera astronomica CMOS o una moderna camera ibrida con corrente di scuro molto bassa, oppure se si effettua un’osservazione da un luogo con forte inquinamento luminoso. Grazie all’eccellente soppressione dello sfondo celeste, è possibile effettuare esposizioni prolungate. I filtri da 6 nm garantiscono uno sfondo scuro e un’eccellente resa dei dettagli nelle nebulose deboli.
Attenzione: in linea di massima tutti gli obiettivi possono essere utilizzati con filtri Clip: ottiche Canon EF oppure obiettivi di produttori terzi come Sigma, Tamron, Tokina, Walimex ecc. L'utilizzo di filtri Clip con ottiche EF-S Canon non è possibile!
Una piccola guida per la scelta:
- Come primo filtro consigliamo l'Astronomik CLS, che abbatte gran parte dell'inquinamento luminoso e il naturale airglow. Il risultato saranno cieli con sfondo scuro e quindi tempi di esposizione più lunghi, che rendono visibili anche gli oggetti più deboli. Il filtro è ottimizzato per visualizzare gli oggetti con colori naturali. Importante: il semplice filtro CLS non ha un blocco IR integrato. Quindi per una camera convertita (“astromodificata”) sarà necessario un filtro CLS-CCD!
- Una buona scelta per attività in luoghi con inquinamento luminoso molto forte è il filtro Astronomik UHC. La curva di trasmissione di questo filtro lascia passare solo la luce nelle righe H-beta, OIII, H-alfa e SII. L'abbattimento della luminosità di fondo è sensibilmente maggiore rispetto a un CLS, tuttavia questo filtro funziona solo con le nebulose gassose! Gli ammassi stellari e le galassie vengono per la maggior parte filtrati.
- Per un uso astrofotografico approfondito consigliamo i filtri a banda stretta per le righe di emissione OIII, H-alfa e SII, disponibili con FWHM di 6 nm o 12 nm. Questi filtri permettono di scattare foto veramente profonde di oggetti deboli anche da luoghi con inquinamento luminoso intenso e Luna piena alta nel cielo. Gli scatti in queste strette lunghezze d'onda non hanno colori naturali.
- Per i possessori di camere convertite ("astromodificate") suggeriamo il filtro Astronomik OWB: l'acronimo OWB sta per "Original White Balance". Il filtro converte lo spettro di una camera modificata, in modo da poterla utilizzare anche per la fotografia diurna, senza dover rielaborare tutte le immagini.
Filtro a clip per fotocamere mirrorless Canon EOS R APS-C