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Marcus Schenk

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Novità: Oculari Omegon serie Oberon con un campo apparente di 82°

Maggio 23 2017, Marcus Schenk

I nuovi oculari Oberon di Omegon hanno un campo di vista apparente di ben di 82° e quindi permettono una osservazione ad ampio respiro. Inoltre sono impermeabili all’acqua e sono riempiti di azoto. Con un prezzo inferiore a 200 Euro, sono sorprendentemente economici ed alla portata di ogni astronomo dilettante.

Die Omegon Oberon Okulare mit 82° Gesichtsfeld

Impermeabili all’acqua e riempiti di azoto

Siete sicuramente a conoscenza che gli oculari a volte non sono così puliti. Quando sulle lenti oculari si deposita della sporcizia, del polline o del grasso delle ciglia. In questi casi è necessario procedere alla pulizia degli oculari. Ma l’operazione non è affatto facile, perché si deve eseguire la pulizia con cautela e con detergenti per ottica. Questa operazione è invece genialmente semplice con gli oculari di Omegon.

Risciacquate l’oculare sotto acqua corrente. E così i vostri oculari risplenderanno nuovamente come il primo giorno.

Il vantaggio di un grande campo visivo

Gli oculari ad ampio campo rappresentano un sogno per gli osservatori del cielo. Al contrario degli oculari standard di 45° o 50° di campo visivo, questi oculari grandangolari danno l’impressione a chi osserva di essere sospesi nello spazio. Al di sopra di 70° l’occhio non percepisce più il bordo dell’oculare e il cielo stellato appare quasi senza confini. Gli oculari Oberon con 82° svolgono ancora meglio questo compito, perché qui il vostro occhio può addirittura spaziare nel campo visivo.

La serie di oculari Oberon è costituita da sei oculari con distanze focali di 7 mm, 10 mm, 15 mm, 19 mm, 23 mm e 32 mm. Le tre distanze focali minori si possono ordinare nel formato di 1,25″ e le tre distanze focali lunghe nel formato di 2″. Ogni osservatore sa quanto sia difficile a volte andare alla ricerca di un oggetto. Quindi un oculare Oberon di 32 mm rende l’operazione molto più semplice. Un piccolo ingrandimento abbinato a un campo visivo di 82° rende il grande oculare Oberon un perfetto strumento per la ricerca.

Ma anche un oculare di 7 mm e di 82° presenta i suoi evidenti vantaggi: Osservare la superficie lunare ad alto ingrandimento e ciò nonostante vedere grandi aree del paesaggio lunare è semplicemente grandioso.

I vantaggi degli oculari Oberon in sintesi:

•    resistenti: impermeabili all’acqua e riempiti di azoto; resistono all’umidità ed hanno durata nel tempo.
•    campo visivo apparente di 82°: enorme campo visivo, quasi senza limiti.
•    presa comoda e salda: rivestiti in gomma scanalata laminata.
•    design e finiture di pregio: involucro di alluminio anodizzato.

Per maggiori informazioni: Si possono trovare sulle pagine di descrizione dei nuovi oculari Oberon.

Fotografare la luna con lo smartphone: L’adattatore smartphone Easypic di Omegon

Aprile 27 2017, Marcus Schenk

Se, in passato si fosse voluto riprendere qualche foto della luna, i costi sarebbero stati molto elevati. Sarebbe stato necessario scattare le foto, sviluppare la pellicola e sperare nella loro buona esecuzione e riuscita.  La delusione era dietro l’angolo in caso di poca nitidezza della foto. Oggi, con le fotocamere digitali e con le fotocamere dei telefonini tutto è diventato più semplice.

Per prima cosa, le fotocamere degli smartphone hanno raggiunto un livello di qualità straordinario. Sono un efficace strumento per scattare una foto della luna. Purché si possa collegare il nostro telefonino al telescopio.

Ecco un esempio di come chiunque  possa riprendere una foto della luna mediante un telescopio.

In questo caso la luna ripresa con metodo afocale utilizzando un adattatore Easypic, un iPhone , un Dobson Omegon da 8″ ed un oculare Redline.

Der Mond - aufgenommen mit einem Easypic Adapter, einem Omegon 8" Dobson und einem iPhone.

La differenza rispetto ad altri adattatori

L’adattatore Easypic Universal per smartphone segue un’altra strada rispetto ai suoi concorrenti. La maggior parte degli adattatori possiede una fascetta che si chiude attorno ad un oculare da 1,25 pollici. Il telefonino poggia separatamente su un anello di serraggio e deve essere posizionato correttamente sopra l’oculare. Di per sé si tratta di un buon sistema, ma richiede al fotografo di saper operare in punta di dita, con estrema attenzione per evitare che qualcosa possa scivolare e danneggiarsi.

Ma di notte non sempre si ha la pazienza necessaria. Per giunta vi è un buio pesto!

C’è anche una soluzione più semplice? Certo che c’è! Facendo ricorso al sistema autocentrante.

Potete preparare l’adattatore nel modo seguente

La luna è su in cielo e voi puntate il telescopio sul nostro satellite. Nell’oculare la luna è già visibile e fa un magnifico effetto. Ma ora entrano in gioco il vostro smartphone e l’adattatore Easypic.

Allentate sul lato posteriore dell’adattatore la piccola vite per le fascette di serraggio. Tirate queste fascette completamente all’esterno. E poi disponete il vostro telefonino con la lente della telecamera direttamente sopra il foro centrale. Fate scorrere le fascette di serraggio lungo il vostro telefono e stringete di nuovo la vite. Verificate che le fascette siano ben strette, in modo che il vostro telefonino non possa staccarsi.

Collegate ora l’adattatore all’oculare

Ora arriva la parte facile! Tenete l’adattatore con lo smartphone a diretto contatto del vostro oculare. Ruotate poi la grande rotella laterale. Si metteranno in movimento tre perni, che con precisione e contemporaneamente bloccheranno il vostro oculare. Così l’adattatore si centra e si fissa automaticamente sul vostro oculare. La lente della fotocamera del vostro smartphone si posizionerà esattamente al centro dell’oculare.

Questo sistema autocentrante significa per voi: una maggiore attenzione sul vostro oggetto ed una minore necessità di occuparsi di particolari tecnici superflui.

Una cosa davvero utile.

So sieht es aus: Das Smartphone am Teleskop und der Mond im Zentrum.

La ripresa: la luna nello smartphone

Se l’app della vostra fotocamera è attivata, ora dovreste vedere la luna sul vostro display. Aggiustate ancora un po’ il fuoco e tutto è già pronto per la foto.

Sono necessari questi passaggi:
•    disattivare il flash
•    attivare lo scatto a tempo
•    se necessario e possibile, mettere a punto il tempo di esposizione

A questo punto azionate il dispositivo di scatto per fare la foto. La ripresa della luna è stata eseguita con l’adattatore Easypic Universal per smartphone e con un telescopio Dobson da 8 pollici di Omegon.

Come ridurre la luminosità con filtri di grigio

Con la luna le riprese riescono nella maggior parte dei casi con la giusta regolazione del tempo di esposizione. Invece i pianeti, come Venere o Giove, nell’immagine spesso risultano troppo chiari. Sono sovra-illuminati. I dischi dei pianeti appaiono “bruciati”. La soluzione: filtri di grigio e filtro polarizzatore variabile. Questo è il trucco con cui possiamo ottenere immagini anche delle strutture.

Conclusione:

Con uno smartphone e con l’adattatore Easypic Universal per smartphone sono possibili rapide riprese fotografiche della luna e dei pianeti. Non è affatto necessario essere degli esperti: anche la connessione all’oculare è semplice. Oltre al corretto posizionamento dell’adattatore, non sono necessarie altre precauzioni. Con lo smartphone riescono fotografie della luna di una nitidezza grandiosa. Pochi anni fa si poteva solo sognare di ottenere simili risultati.

Disponibile ora: Kit autoguida Omegon con sconto del 15%

Febbraio 6 2017, Marcus Schenk

Davvero utili in astrofotografia: un cercatore ed una camera guida. In questo modo potete tenere sotto controllo la vostra foto a lunga esposizione e vi garantite l’inseguimento perfetto con stelle puntiformi sull’oggetto desiderato.
Della Omegon è disponibile ora un mini-guidoscopio con un diametro di 50 mm o di 60 mm. Con il Touptek Autoguider GCMOS01200KMB Mono puoi completare il perfetto setup di controllo e guida per le tue sessioni fotografiche.


Potete risparmiare acquistando il kit completo

Potere acquistare il mini-teleguida anche in kit in cui è compresa  la camera guida Touptek.
Il vostro vantaggio è che risparmiate nell’acquisto di un kit fino al 15 % in confronto ai prodotti singoli:
1. Omegon Kamera Easy Autoguiding-Set50
2. Omegon Kamera Easy Autoguiding-Set60

Perché questi cercatori-guida sono così pratici

Fino a poco tempo fa si usavano lunghi rifrattori che si montavano parallelamente al telescopio principale. Questi telescopi-guida richiedono proprie staffe ed anelli di fissaggio, sono poco pratici e nel complesso molto pesanti. In un telescopio con postazione fissa questo non è affatto un problema. Ma cosa accadrebbe in caso  il vostro telescopio dovesse rimanere trasportabile? Con i nuovi mini-teleguida tutto questo adesso è possibile come non lo era mai stato. Potrete montare il cercatore guida semplicemente utilizzando la basetta dedicata al cercatore, poi collegare la fotocamera e tutto è pronto per iniziare. Alla fine,  tutto il kit,  non è molto più pesante ed ingombrante del classico cercatore ottico. Troviamo che questo sistema sia assolutamente pratico! In questo modo potrete utilizzare persino telescopi più piccoli per la fotografia di oggetti del cielo profondo.

Che programmi avete nel 2017 in ambito astronomico? Volete scattare la vostra migliore astrofoto? Con i nostri nuovi kit autoguida dedicati questo sogno è a portata di mano.

Omegon APO 104/650 ED: Queste astrofoto mostrano la bellezza dell’universo

Gennaio 30 2017, Marcus Schenk

Riceviamo continuamente dai nostri clienti belle immagini di oggetti celesti. Vogliono mostrarci quali “magie” hanno compiuto con i loro strumenti. Molto spesso ci entusiasmiamo vedendo quanto amore per il dettaglio e quanta energia gli astrofotografi investano in queste immagini. Oggi vi presentiamo un paio di astrofoto incantevoli. L’astrofotografo e regista cinematografico Sebastian Voltmer ci presenta meravigliose scatti dell’universo. Queste immagini sono state riprese con una fotocamera Sony a7s ed una fotocamera ST-2000XM al fuoco diretto di un nostro telescopio premium: l’Omegon Apochromat 104/650 ED con livellatore di campo.

Der 104/650 ED-Apo von Omegon
La nebulosa cuore IC1805

Questa nebulosa deve il suo nome a una forma particolare: un cuore rosso nel cielo notturno. Trovate questa nebulosa tra le costellazioni Cassiopea, Perseo e Giraffa. Il cuore si trova circa 4° a est della stella ε Cas (Epsilon Cassiopeiae). Al centro della nebulosa di emissione è collocato un ammasso stellare aperto, che induce la nebulosa a brillare.

ic1805_omegonapo

La nebulosa manubrio M27

La nebulosa manubrio M27 nella costellazione Volpetta è la seconda nebulosa planetaria per luminosità ed è quindi un faro nel cielo stellato. Chi ha originato questa nebulosa lontana circa 1400 anni luce è una nana bianca, una stella che si trova al termine della sua vita.

M27

Nebulosa Pacman NGC 281

Che gli astronomi siano persone piene di fantasia lo dimostrano i nomi di alcune nebulose. La nebulosa NGC 281 è denominata Pacman. A chi si ricorda ancora dei tempi del Commodore 64 & Co. viene in mente di sicuro questo gioco al computer. E infatti questa nebulosa con le sue nuvole scure appare come uno dei personaggi di Pacman. Questa nebulosa si trova a 9500 anni luce e ospita la stella doppia Barnhard 1. I suoi quattro compagni li possiamo scoprire con un telescopio ad alto ingrandimento.

ngc281_omegonapo

Nebulosa Crescente NGC 6888

Crescente: la mezzaluna sotto forma di nebulosa. La NGC 6888 è nota anche con il nome di nebulosa Falce. La si trova al centro della costellazione del Cigno, spostata di 2,5° rispetto alla stella centrale del Cigno, Sadr. Nonostante la sua posizione di spicco in estate, la nebulosa Crescente può non essere facile da vedere a causa della sua piccola dimensione di 18×13′ e una luminosità di grado 10. Gli scienziati presumono che questa nebulosa sia stata colpita da una stella di Wolf-Rayet nella sua fase di vita terminale. Per una osservazione efficace avete bisogno di un cielo scuro e cristallino oltre che di un filtro OIII.

ngc6888_omegonapo
Protuberanza solare

L’immagine trasmette l’idea di quanto possa essere gigantesca una protuberanza solare in confronto alla terra. In questa protuberanza del 15 agosto 2016 la terra avrebbe potuto esservi contenuta più 13 volte in fila.

prominence_2016-08-15_earth

Mini guidoscopio di Omegon Mirini di piccole dimensioni per ottenere migliori fotografien astronomia

Gennaio 23 2017, Marcus Schenk

I tempi cambiano: tutto diventa più piccolo. Anche in campo fotografico! Un tempo in astrofotografia la tendenza era di usare esclusivamente mirini grandi e lunghi. Spesso il montaggio era problematico. Con i nuovi mini guidoscopi di Omegon, l’asservimento delle vostre riprese diventa notevolmente più facile.

Cercatore e mirino: guidoscopio Microspeed da 60 mm di Omegon.

“Un guidoscopio è un telescopio montato parallelamente allo strumento primario. Mentre la fotocamera è posizionata sul telescopio primario, il guidoscopio provvede a realizzare un asservimento di precisione”.

Presentazione: Guidoscopi 50 e 60 di Omegon.

I mini guidoscopi di Omegon hanno un diametro di 50 mm o di 60 mm. Sono lunghi solo 200 mm e 260 mm e, avendo un peso di 600 e di 900 grammi, sono leggeri quanto un oculare da 2″. Quali sono i vantaggi in confronto ai mirini “classici”?

  • Sono più leggeri: il vostro telescopio non viene sottoposto a un sovraccarico. Si possono usare persino telescopi per astrofotografia più piccoli.
    Sono più facili da usare: è sufficiente inserire il guidoscopio nel supporto del cercatore. Toglierlo è altrettanto facile.
    Risulta migliore la messa a fuoco: mediante un focheggiatore elicoidale dell’oculare potete eseguire la messa a fuoco usufruendo di una notevole sensibilità.

Ulteriori informazioni si possono trovare sulle pagine di descrizione dei mini guidoscopi da 50 mm e da 60 mm.

Autoguida e guidoscopio: costituiscono effettivamente un sistema integrato?

La risposta a questa domanda è chiaramente un “si”. Il guidoscopio funziona nel modo migliore in combinazione con un’autoguida. Perché? La maggior parte delle moderne autoguide sono caratterizzate di pixel di piccole dimensioni. Questo comporta un vantaggio: la distanza focale del guidoscopio risulta corta. Ad esempio, le autoguide Touptek sono dotate di questi pixel di piccole dimensioni. Caratteristica particolare: queste fotocamere, grazie ad una nuova conformazione del sensore, sono estremamente sensibili. In questo modo, per ciascun oggetto celeste potete trovare la giusta stella guida.

“Con il mio guidoscopio e con la mia fotocamera si trova sempre una stella guida nel campo visivo”, conferma Bodo Fischer, astrofotografo e utilizzatore del guidoscopio.

Il guidoscopio con una fotocamera Touptek

Quale fotocamera è adatta a un guidoscopio Microspeed? Noi raccomandiamo di usare fotocamere “GCMOS01200KPA” di Touptek. Sono le più adatte in assoluto, grazie a una frequenza di 30 fotogrammi al secondo, a una connessione ST-4 per il montaggio dell’autoguida e a un software di elaborazione delle immagini.

Queste sono le migliori combinazioni:

  1. Guidoscopio Microspeed da 50 mm + monoguida GCMOS01200KPA di ToupTek
  2. Guidoscopio Microspeed da 60 mm + monoguida GCMOS01200KPA di ToupTek

Suggerimento: Con la fotocamera usate un filtro UV-IR di Omegon oppure il filtro semi APO di Baader. In questo modo le stelle diventano ancora più nitide e con il sistema di autoguida si ottiene un successo ancora maggiore.

Montatura per binocolo di Omegon: Come solcare il cielo con un binocolo

Gennaio 2 2017, Marcus Schenk

È semplicemente una meraviglia: guardare il cielo con un binocolo. Spaziare per i campi di stelle della Via Lattea. E qui prendere una deviazione per la nebulosa più vicina. E poi tornare sulla galassia Andromeda.
Sondare il cielo con un grande binocolo è un divertimento pazzesco. Se non ci fosse quel problema legato al peso.

Das perfekt austarierte Nightstar 20x80 Fernglas

È indispensabile avere a disposizione uno stativo, perché altrimenti le braccia si appesantiscono solo dopo pochi minuti. Ma un grande binocolo pesa comunque quasi sempre diversi chilogrammi e quindi la testata dello stativo, nella maggior parte dei casi, è soggetta a un sovraccarico. In pratica avviene questo: con un’inclinazione di oltre 45° molte testate di stativo scivolano, perché l’attrito diventa troppo forte.

Ma ora c’è una soluzione: la montatura per binocolo di Omegon.

È formata da una rotaia lunga 580 mm (in conformità alle norme delle ferrovie svizzere, Aka-Swiss-Rail-Norm) e da un contrappeso di 1 Kg. Sull’altro lato fissate il vostro grande binocolo. Montate il tutto sulla testata dello stativo. E tutti i vostri problemi scompaiono.

Grazie al perfetto bilanciamento del vostro binocolo, la testata dello stativo non viene gravata dal peso e accompagna qualsiasi movimento.

Le forze si bilanciano
Se aumentate solo leggermente l’attrito della testa dello stativo, vi librate letteralmente sopra il cielo. Puntate semplicemente il binocolo da un oggetto celeste all’altro. E non preoccupatevi se i morsetti sono ben stretti. È quasi come se con il vostro binocolo solcaste il cielo sulle onde di luce.

Alcune raccomandazioni riguardo al supporto per binocolo di Omegon:

Cannocchiali:
Nightstar 15×70 di Omegon
Nightstar 20×80 di Omegon
Argus 11×70 di Omegon
Argus 20×80 di Omegon

Stativi e testate di stativo:
Stativo Titania 800, stativo a treppiede in alluminio, di Omegon + Testa panoramica 500, 3D + Profilato tipo ferrovia svizzera, di Novoflex
Stativo a treppiede in alluminio 475 B Pro Digital, di Manfrotto
Testata panoramica di stativo CONCEPT ONE OH4.5V, di Cullmann
Videoinclinometro MVH500AH Fluid, di Manfrotto + Profilato tipo ferrovia svizzera, di Novoflex

Infografica della Stella di Betlemme

Dicembre 22 2016, Marcus Schenk

La storia dei tre Re Magi in viaggio verso Betlemme è conosciuta da gran parte del mondo occidentale.

 

Tuttavia una serie di fenomeni cosmici potrebbero dare una spiegazione di come una stella abbia potuto brillare così intensamente ed averli potuti guidare nel loro lungo cammino. Per ulteriori informazioni su come questo particolare evento possa essersi verificato, date un’occhiata alla nostra infografica qui sotto.

(altro…)

V-Power di Omegon: focheggiatori in acciaio temprato per ottenere migliori foto astronomiche

Novembre 21 2016, Marcus Schenk

Chi scatta foto astronomiche si trova davanti a molte sfide. Una di queste è la nitidezza delle foto astronomiche. Non è tanto facile di notte mettere a fuoco stelle e nebulose che hanno una debole brillantezza. Una foto astronomica perfettamente allineata con il movimento del cielo, ma sfocata? Impensabile!

Per questo è ora disponibile il palcoscenico adatto: i nuovi focheggiatori V-Power di Omegon. Per fare in modo che la vostra foto astronomica non si trasformi in un dramma, ma in una storia a lieto fine.

Nur echt mit dem V: Der V-Power High-End-Okularauszug

Che cosa contraddistingue i focheggiatori V-Power?

Anziché in tenero alluminio, i focheggiatori V-Power nei punti importanti sono costruiti in acciaio inossidabile. Robusti cuscinetti a sfere in V2A e lamine in acciaio inossidabile garantiscono una messa a fuoco precisa. Un sistema di demoltiplicazione 1:10 crea le condizioni di base per ottenere una foto astronomica messa finemente a fuoco con grande sensibilità e, grazie ai riferimenti incisi con il laser, siete in grado di ritrovare rapidamente le impostazioni precedenti. E se in futuro vorrete gestire tutto questo mediante un motore, sarà possibile farlo.

Con lo zoccolo del cercatore V-Power potete ora connettere anche il vostro cercatore. Basta semplicemente fissarlo in posizione sul focheggiatore, ed è fatto!

Con queste serie di accessori potete facilmente connettere il focheggiatore al vostro telescopio

La serie V-Power esiste in diverse versioni: per il vostro telescopio Newton oppure Schmidt-Cassergrain. In combinazione con gli adattatori idonei esse offrono una soluzione plug & play. Anche il fissaggio si esegue molto facilmente in pochi passaggi.

Per saperne di più? Qui si tratta del focheggiatore per ottenere foto astronomiche migliori.

Nuova veste per la serie di rifrattori Apo di Omegon,102 mm e 127 mm Tripletto: Il „Volksapo“ è tornato!

Settembre 26 2016, Marcus Schenk

Chi guarda per la prima volta attraverso questo tripletto apocromatico rimane assolutamente entusiasta. Stelle doppie. ammassi stellari o pianeti: ogni osservazione risulta ai massimi livelli per mezzo di un telescopio Apocromatico. I più venduti di Omegon sono i Tripletti Apo da 102 mm e da 127 mm  – e sono presenti nel nostro catalogo online fin dal 2010! Ora sono stati ripensati, modificati chiaramente in meglio. E la cosa più bella è che: il prezzo è rimasto lo stesso.

Qui di seguito verrà illustrato tutto quello che è stato modificato e che li ha resi oggi come non mai tra i più interessanti strumenti ottici per gli astronomi dilettanti.

1. Cella collimabile

Anche allora naturalmente i telescopi venivano collimati in fabbricai, ma difficilmente era possibile – in caso di necessità – una collimazione successiva. Perlomeno si doveva essere esperti del settore o inviare lo strumento in qualche laboratorio specializzato. Adesso è tutt’altra cosa! Abbiamo messo a punto una nuova cella della lente con compensazione della temperatura e questo rende la collimazione rapida e semplice come andare in bicicletta  Con quattro viti, rispettivamente di collimazione e di blocco, sarete in grado di collimare l’obiettivo. Lo si può fare molto semplicemente con una chiave fissa esagonale, ad esempio, puntando sulla stella polare.

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2. Basetta del cercatore

La basetta del cercatore con il profilato a doppia T è stato sostituito da una comune basetta mini coda di rondine vixen-style. Ora potete montare rapidamente qualsiasi cercatore ottico o cercatore LED. Questo comporta una maggiore libertà di scelta, perché prima erano compatibili solo pochi modelli.

3. Concepito per uso con torrette binoculari

Non tutti le utilizzano, ma durante le osservazioni spesso danno luogo ad espressioni di meraviglia. Le torrette binoculari permettono di compiere l’osservazione con due occhi e danno effetti di plasticità e tridimensionalità all’immagine. Sono fantastiche in particolare nell’osservazione della luna e dei pianeti. Per fare in modo che possiate usare senza problemi una torretta, la lunghezza del tubo è stata un po’ accorciata e quindi si è creato un maggiore spazio di messa a fuoco (backfocus). Ora potete usare ula torretta con un diagonale stellare a specchio.

4. Slitta a coda di rondine rinforzata

In seguito al continuo montaggio e smontaggio del telescopio, la slitta a coda di rondine può subire delle conseguenze negative. Le viti di blocco della morsa continuano a forare il tenero alluminio e lasciano dietro di sé graffi e a volte intagli profondi. Per fare in modo che la slitta a coda di rondine del nostro apocromatico sia ancora utilizzabile dopo anni, è stata rinforzata con una piastra in acciaio inossidabile. A questo punto non si formano più graffi ed intagli profondi.

5. Paraluce anticondensa scorrevole

Il paraluce è diventato retrattile quindi può ora scorrere avanti ed indietro. Non deve più essere smontato e montato ogni volta.

Garanzia di qualità: ogni esemplare viene prodotto dalla fabbrica con un protocollo standard di qualità minima. Se non bastasse verifichiamo la collimazione di ciascun telescopio che ci arriva allegando una documentazione fotografica cartacea. Sapevate che a richiesta, collaudiamo il vostro telescopio sul nostro banco ottico? Dal semplice star test fino al test interferometrico.

Sistema di ricerca di oggetti nel cielo Push+: Con telescopio e smartphone per arrivare alle stelle

Agosto 24 2016, Marcus Schenk

Se avete un minimo di  esperienza diretta , non potete non conoscere  il seguente problema: state cercando una galassia in una regione di cielo priva di stelle e state consultando con aria nervosa la vostra carta stellare, illuminandola con una luce rossa. Quanto tempo perso a pensare in che modo potreste avvicinarvi all’oggetto cercato. Trovare gli oggetti celesti talvolta è davvero un’impresa.

E’ giunto il momento di farla diventare molto più facile! Con il nuovo sistema Push+ di Omegon.

PushPlus

Ma che cosa ha a che fare questo sistema con uno smartphone?

Sotto questo nome si cela il  nuovo sistema di ricerca e puntamento della Omegon . Un telescopio Dobson, con montatura  provvista di encoder digitali e di Bluetooth, attraverso una app dedicata sarà in grado di collegarsi senza fili al vostro smartphone  (oppure anche al PC).

Con un telescopio Push+ potete trovare gli oggetti in un modo più facile ed ogni serata astronomica sarà sempre di grande soddisfazione!

Attualmente esistono 2 prodotti della serie Push+ di Omegon: il telescopio Dobson da 8 pollici o, come componente separato, la montatura Dobson (Rockerbox) con alloggiamento GP  ideale per il tubo ottico in vostro possesso.

Volete  saperne di più?  Per maggiori informazioni visitate   subito le pagine di presentazione dei prodotti Telescopio  e  Montatura.