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Archivio per la categoria 'nuovi prodotti'

Ammirate il cielo notturno con un binocolo SkyMaster di Celestron!

giugno 4 2018, Stefan Taube

Per molti astrofili lo strumento ottico principale per l’osservazione del cielo notturno non è il telescopio ma il binocolo. Si tratta di una conseguenza logica, dato che in fin dei conti i veri amanti della natura hanno sempre un binocolo tra gli strumenti della loro dotazione.

Tuttavia, ammirare il  cielo con un binocolo non è un ripiego, perché questo strumento, con il suo ampio campo visivo e la possibilità di osservare con entrambi gli occhi, presenta dei vantaggi rispetto al telescopio. Inoltre, poiché il binocolo è per definizione sempre a portata di mano, la regola d’oro dell’osservazione astronomica gioca in suo favore: l’ottica migliore è quella che si usa più spesso.

Per l’osservazione del cielo sono molto apprezzati i binocoli della serie SkyMaster, del marchio americano Celestron. Questi strumenti ottimizzati per l’astronomia possono contare su un’ampia apertura e su un prezzo conveniente.
Per muovere con successo i primi passi nel mondo dell’osservazione astronomica con un binocolo, vi consigliamo il Set SkyMaster 15×70 SkySurfer. Potrete acquistarlo a un prezzo conveniente di appena 133 euro!

SkyMaster 15x70 SkySurfer Set

Con questo set riceverete, oltre al binocolo, anche il cercatore red dot SkySurfer III di Baader, che vi aiuta a orientarvi nel cielo notturno. Il punto rosso proiettato dal cercatore permette di capire verso quale zona del cielo è puntato il binocolo, facilitando l’orientamento con una mappa celeste.

Inoltre, il set include anche un adattatore per treppiede particolarmente robusto, il Bino-Stronghold di Baader. Rispetto ai comuni adattatori in plastica o alluminio, questo strumento in acciaio garantisce una presa davvero sicura del vostro binocolo sul treppiede fotografico.

L’offerta è valida fino al 31 agosto 2018. Ma se acquistate il set binocolo SkyMaster 15×70 SkySurfer Celestron qualche settimana prima, potrete osservare l’eclissi lunare del 27/07/2018. Approfittatene per tempo!

Offerta: il telescopio 130/920 EQ-2 a un prezzo speciale

giugno 1 2018, Marcus Schenk

Adatto ai principianti: adesso il telescopio Omegon 130/920 EQ-2 ha un prezzo imbattibile. L’occasione perfetta per realizzare il tuo sogno di ammirare le stelle.

Il telescopio newtoniano, con un’apertura di 130 mm, raccoglie 344 volte più luce rispetto all’occhio nudo. Parti alla scoperta dei crateri lunari, di Saturno con i suoi anelli e perfino degli oggetti luminosi del cielo profondo, lontani svariati anni luce. Un telescopio adatto a tutti gli appassionati di astronomia che vogliano accontentare lo spirito del ricercatore che è il loro.

Ora puoi risparmiare 50 euro. Abbiamo abbassato il prezzo di questo telescopio da 249 a soli 199 euro. Ma solo fino a fine luglio 2018 e solo fino a esaurimento scorte.

I vantaggi in breve:
• Ottica con apertura di 130 mm e due oculari per iniziare
• Cercatore red dot per individuare facilmente gli oggetti celesti
• Focheggiatore 1,25“ adatto a tutti gli oculari e i filtri da 1,25“ comunemente in commercio
• Una visione limpida: viti di regolazione dello specchio primario e secondario
• Montatura EQ-2 e treppiede: insegui le stelle grazie alla montatura parallattica e alle manopole di regolazione fine. Nonostante la rotazione terrestre, l’oggetto rimarrà perfettamente nel campo visivo.
Vuoi iniziare le tue osservazioni astronomiche senza pensieri? Allora parti con il nostro set telescopio Omegon 130/920 EQ-2, che include anche una mappa celeste ruotabile e un libro adatto ai principianti. In questo modo imparerai passo passo a conoscere il cielo con il tuo telescopio. Ed è molto più semplice di quanto sembri!

Approfittane subito e inizia immediatamente le tue prime, affascinanti osservazioni della volta celeste.

Nuova montatura di Skywatcher: EQM-35 Pro SynScan GoTo

maggio 16 2018, Stefan Taube

Molti astronomi per passione hanno dato inizio al loro hobby con la EQ-3 di Skywatcher. E per un buon motivo: questa montatura è a buon mercato ed è leggera da trasportare. In quanto montatura di parallasse con esplorazione motorizzata della volta celeste, può essere già utilizzata per l’astrofotografia e, con il suo sistema di comando SynScan, offre la funzionalità delle grandi montature.

Skywatcher ha ulteriormente sviluppato la montatura EQ-3. Vi presentiamo la nuova EQM-35 Pro SynScan Goto!

Die neue Montierung von Skywatcher: EQM-35 Pro

Combinate la EQM-35 Pro con un telescopio da 6 pollici. Particolarmente adatta è la Ottica Newton N 150/750. Potete richiedere questo telescopio anche con un migliore estrattore di focale dell’oculare: N 150/750 PDS Explorer BD. Questo estrattore di focale dispone di una demoltiplicazione, molto indicata per l’astrofotografia. Se vi interessate soprattutto di applicazioni fotografiche, il nuovo Apochromat EvoStar 72 ED può essere una buona scelta!

Il fiore all’occhiello della EQM-35 Pro è l’asse di declinazione asportabile. In questo modo avete la possibilità di usarlo come montatura fotografica, sulla quale non viene posto un telescopio. ma semplicemente una fotocamera con obiettivo da fotocamera. La EQM-35 Pro guida poi la rotazione della fotocamera nell’esplorazione del cielo e permette così riprese di grandi costellazioni con esposizioni di lunga durata.

Die EQM-35 als Fotomontierung

Con la nuova EQM-35 Pro vi viene fornita una montatura dall’uso versatile e leggerissima, su uno stativo stabile in tubo di acciaio. Un’ottima scelta per accedere a buon mercato all’hobby dell’astronomia e una buona montatura da viaggio per gli astrofotografi esperti.

Solarquest, la nuova montatura di Skywatcher per l’osservazione del sole

aprile 19 2018, Marcus Schenk

Regolare la visione del sole sul telescopio non è affatto così facile come si potrebbe pensare a prima vista. Naturalmente, prima di puntare il sole, il telescopio deve essere provvisto di un filtro solare. Tuttavia, quando si cerca di orientare il telescopio verso il sole è facile diventare d’un tratto inconsapevoli e, senza alcuna protezione degli occhi, guardare attraverso il telescopio puntando lo sguardo sul sole accecante. Un riparo da questo pericolo viene fornito dai mirini cercasole o dalla nuova montatura Solarquest di Skywatcher.

Skywatcher Solarquest

La montatura Solarquest è dotata di GPS, di una sistema di livellamento automatico e del cercasole elettronico Heliofind®. Non dovete fare altro che accendere la montatura. Dopo una breve procedura di inizializzazione, la montatura punta autonomamente in direzione del sole. Ma Solarquest può fare ancora di più: questa montatura guida il telescopio ad inseguire il movimento del sole in cielo, mantenendolo così costantemente centrato sull’oculare o sul sensore della fotocamera. Anche questo puntamento preciso (tracking) si ottiene grazie al mirino cercatore incorporato Heliofind®.

Skywatcher Heliofind

Naturalmente avete anche la possibilità di correggere manualmente l’orientamento della montatura, ad esempio, se state usando un forte ingrandimento e se desiderate posizionarvi su un determinato punto del disco solare. A questo scopo, sulla montatura si trova un pulsante per poter eseguire il movimento desiderato.

Solarquest

La montatura altazimutale monobraccio Solarquest supporta piccoli sistemi ottici che pesano fino a un massimo di quattro chilogrammi e quindi è anch’essa particolarmente leggera e facile da muovere. La Solarquest in combinazione con un piccolo telescopio per l’osservazione del sole costituisce un sistema leggero e a montaggio rapido, che è particolarmente comodo da usare sul balcone di casa e, allo stesso tempo, è ideale per il viaggio o a scopo divulgativo.

Skywatcher Vixen

Avete anche la possibilità di aggiungere un piccolo rifrattore sul Solarquest e di attrezzarlo con un filtro solare. In combinazione con un QUARK di DayStar è addirittura possibile compiere l’osservazione con luce corrispondente alla linea alfa dell’idrogeno (H) o alla linea H del calcio. Anche in questo caso avete la possibilità di utilizzare il rifrattore per l’astronomia notturna, senza filtro solare e senza montatura Solarquest. La montatura Solarquest diventa quindi parte del vostro versatile sistema di osservazione della natura.

Nuovo apocromatico di Skywatcher: EvoStar ED 72 DS Pro

marzo 29 2018, Stefan Taube

I telescopi rifrattore della serie EvoStar di Skywatcher sono telescopi molto apprezzati da anni sia tra gli esordienti che tra professionisti esperti.

Con EvoStar 72 Skywatcher offre ora un apocromatico ED a due lenti a un ottimo prezzo: Potete acquistare EvoStar 72 ED DS Pro OTA a soli 349,- Euro!

EvoStar 72
Questo conveniente modello EvoStar 72 , con la sua struttura compatta rappresenta uno strumento ideale per il viaggio, ma soprattutto per l’astrofotografia di grandi campi. Avrete bisogno soltanto di una piccola montatura equatoriale con una portata di circa 5 chilogrammi.

L’apocromatico è costituito da un obiettivo doppietto con una lente in vetro ED a rifrazione particolarmente bassa. Per l’elemento in vetro crown viene usato un vetro di altissima qualità. Ogni superficie vetro-aria è dotata di uno strato metallico antiriflesso, in modo da raggiungere un’elevata trasmissione della luce fino al 99,5 percento! Questa configurazione ottica assicura una forte riduzione dell’aberrazione cromatica e una riproduzione dell’immagine molto nitida!

L’apocromatico è dotato di una valigetta rigida per il trasporto e di un focheggiatore oculare di elevata precisione, con manopola demoltiplicata 1:11. Per l’osservazione visuale sono necessari anche un diagonale stellare e gli oculari. Potete trovare questi accessori opzionali in “Accessori raccomandati” per EvoStar 72.

In ogni caso restiamo a disposizione anche per una consulenza personalizzata!

Il nuovo sensore Exmor R di Sony: Che cosa significa per l’astrofotografo?

marzo 26 2018, Marcus Schenk

“Dove c’è molta luce, l’ombra è più nera”.

Queste parole sono state pronunciate da un personaggio non certo minore: le ha espresse Johann Wolfgang von Goethe. Quando egli pronunciò queste parole, ancora nessuno aveva idea di cosa fossero le fotocamere digitali. Ed il famoso poeta, certamente, intendeva riferirle ad un contesto completamente diverso.

Eppure: questa frase si adatta così bene ai sensori delle fotocamere per uso astronomico da doverla per forza citare.

Ma che cosa hanno in comune queste due cose? E perché questa citazione non si adatta più nello stesso modo alle fotocamere con i nuovi sensori Exmor R? Torneremo su questo tema fra un momento.

Fotocamere di ToupTek con una sensibilità più elevata del 100%

Si tratta di una notizia che farà piacere a molti appassionati di astronomia: Le fotocamere Touptek hanno una sensibilità fino al 100% più elevata (Fonte: Sony), rispetto alle meno recenti fotocamere CMOS convenzionali. Infatti negli ultimi tempi nella tecnologia dei sensori si sono fatti passi da gigante. Per dirla in breve: grazie al nuovo sensore Exmor R è ora possibile immagazzinare nel sensore, in un tempo di esposizione più breve, una quantità di informazioni ancora maggiore sugli oggetti.

Le fotocamere di ToupTek sono già dotate dei nuovi sensori Exmor R : Parliamo ora di fotocamere.

Fino a pochi anni fa i sensori CCD erano ancora la prima scelta. Infatti avevano un rumore di lettura decisamente minore, avevano una buona sensibilità e potevano produrre immagini con un numero maggiore di particolari. Ma poi, con lo sviluppo tecnologico, nacquero sensori CMOS di nuova generazione. Questi sensori avevano un veloce trasporto dei dati e una digitalizzazione iperveloce. Inoltre Il rumore di lettura si ridusse notevolmente facendoli diventare molto interessanti per l’uso astronomico.

Del resto, questi sensori sono denominati anche sensori a illuminazione frontale o sul lato frontale. E qui diventa interessante anche l’espressione di Goethe “Dove vi è più luce, là più forte è l’ombra”. Infatti questa espressione ha qualcosa a che vedere con l’architettura ovvero con la struttura costruttiva del microcircuito (chip).

Der Front-Illuminated Sensor: Lichtstrahlen treffen auf den Sensor, werden aber zum Teil abgelenkt.I sensori CMOS “classici”

I sensori illuminati frontalmente contengono una grande quantità di elementi, che i fotoni della luce devono attraversare prima di arrivare a destinazione e colpire i pixel.

In un primo tempo vi erano le microlenti, poi sono arrivati i filtri colorati e infine è arrivata anche l’elettronica. Quest’ultima, infatti, è stata portata sul chip dall’alto. Cioè: in questa posizione si trovano le piste in alluminio, i fili metallici e i transistor. Anche attraverso questi elementi devono passare i fotoni. Solo dopo la luce arriva finalmente al fortemente desiderato pixel.

Ma questa elettronica purtroppo è una specie di proiettore d’ombra. Qualcosa di analogo a quello che ci è noto anche nei telescopi con grandi specchi secondari: Una certa parte della luce viene assorbita e deflessa.

Alcuni fotoni non hanno persino nessuna possibilità di farcela. Non vengono lasciati passare oppure vengono semplicemente riflessi dal filo metallico. La conseguenza è inevitabile: arriva meno luce.

Ora Sony ha escogitato come rendere più sensibili i chip attuali. E come farsi venire un’idea grandiosa, che ora può essere messa in atto anche nelle nuove fotocamere per astronomia: I sensori CMOS “retroilluminati”.

I nuovi sensori “retroilluminati” di Sony

Sony ha scomposto i sensori e li ha ricostruiti in modo completamente diverso. Ora i fotoni attraversano le microlenti e poi i filtri colorati. E fin qui è tutto chiaro. Però subito dopo ci sono i pixel.

Ora l’elettronica, i fili metallici e i transistor si trovano dietro. Quindi i fotoni arrivano ora nelle fotocellule senza essere deflessi . Il substrato di silicio viene illuminato da dietro e non più dal davanti. Un ulteriore punto di forza è costituito dalla tecnologia STARVIS, un sottogruppo dei sensori Exmor R, che sono dotati di una sensibilità ancora più elevata. Proprio là dove vi è poca luce, questa tecnica fa valere in modo eccellente il suo punto di forza.

Attraverso numerosi miglioramenti, i sensori Exmor R possono essere estremamente veloci, avere ancora meno rumore, avere una sensibilità doppia rispetto all’attuale (Fonte: Sony) ed avere inoltre una trasmissione più elevata nel vicino infrarosso.

Del resto, in ricerca si usa questa tecnica già da molto tempo. Però finora il prezzo di queste fotocamere è stato a livelli veramente astronomici. Grazie al ribasso estremo subito dai prezzi, questi sensori CMOS sono ora anche alla portata degli appassionati.

Che cosa significa questo per le vostre riprese fotografiche in astronomia?

  • più luce in un tempo più breve
  • tempi di esposizione più brevi e quindi minori problemi per l’inseguimento
  • possibilità di fotografare galassie e nebulose anche con fotocamere non raffreddate
  • frequenza dei fotogrammi estremamente elevata e quindi immagini dei pianeti ancora più nitide
  • sensibilità più alta nel vicino infrarosso, utile per riprendere immagini di Marte, immagini di Venere
  • possibilità di riprendere oggetti celesti più chiari, spesso come in video live.

Conclusione:

I nuovi sensori “retroilluminati” di Sony offrono agli astrofotografi nuove e avvincenti possibilità. Grazie ai bassi costi i prezzi sono adesso favorevoli. E il guadagno consiste in belle astro-foto con poca spesa. Ma la cosa più bella è che: le fotocamere di ToupTek sono già dotate della nuova tecnologia. Forse ora si potrebbe dire: “Dove c’è molta luce, resta molta luce”. Almeno per quanto riguarda queste nuove fotocamere.

P.S.:

Se anche voi volete usare le nuove fotocamere, allora: andate semplicemente qui.

Finalmente disponibile la nuova Horizon di ATIK!

marzo 20 2018, Elias Erdnüß

Finalmente, la nuova e molto promettente astrocamera Horizon di Atik sarà entro breve in commercio. Nella versione sia a colori che monocromatica, questa fotocamera CMOS con raffreddamento attivo, in combinazione con il software Infinity Live Stacking offre un facile accesso all’astrofotografia. Allo stesso tempo, questa fotocamera dalle ottime prestazioni dispone di tutte le funzionalità richieste anche dagli astronomi amatoriali esperti. Quindi se volete tentare di entrare nell’affascinate hobby dell’astrofotografia con questa fotocamera, disponete di un prodotto che vi assicurerà buone prestazioni nel tempo, anche quando non sarete più un esordiente.

Viene utilizzato il sensore CMOS MN34230 da 16 megapixel di Panasonic. Con una diagonale attiva del microcircuito (chip) di 22 mm, la superficie del sensore è confrontabile con il formato ampiamente diffuso APS-C, tipico delle fotocamera tipo reflex. Questo grande sensore con una densità di pixel molto più alta rappresenta un sostanziale vantaggio rispetto al gradito Infinity di Atik che si colloca nella stessa classe di prezzo. Il rumore estremamente ridotto dei moderni microcircuiti (chip) CMOS, unitamente al raffreddamento attivo, rendono così Horizon la scelta ideale per la fotografia del cielo profondo (deep sky).

Se avete già potuto mettere assieme esperienze di astrofotografia con una fotocamera digitale tipo reflex, allora la Horizon di Atik è la scelta giusta per effettuare il salto verso questa astro-camera specializzata. Il raffreddamento attivo non solo riduce di molte volte il rumore del sensore, ma permette anche di impostare una temperatura stabile del sensore. Non si sarà più costretti ad  accorciare il necessario tempo di osservazione/ripresa, soltanto per fare un paio di fotogrammi scuri (dark frame) per la calibrazione dell’immagine. Grazie al raffreddamento, potrete impostare anche durante il giorno la stessa temperatura del sensore e quindi raccogliere per ore “dark frame” utilizzabili in seguito.

Tuttavia, per le riprese di pianeti, ad esempio con un procedimento Lucky-Imaging (esposizioni fortunate) questa fotocamera non è adatta perché è possibile effettuare solo circa un’immagine al secondo. Cercate allora una buona fotocamera per pianeti, con cui poter riprendere molte immagini al secondo. Trovate  interessanti soluzioni tra i modelli della ToupTek o di The Imaging Source.

La ditta Atik Cameras Limited negli anni scorsi ha acquisito un’ottima fama con le sue performanti astro-fotocamere CCD. Con questo primo passo verso la tecnologia dei sensori CMOS (in continuo sviluppo9 viene offerta una fotocamera che dovrebbe in ogni caso attrarre l’attenzione sia dei principianti che degli esperti.

Nuovo Explore Scientific Dobson con specchio di 20 pollici!

marzo 6 2018, Stefan Taube

Con la serie Ultra Light Explore Scientific offre telescopi con struttura Dobson, che possono essere facilmente disassemblati per il trasporto. Così con questi telescopi Dobson potete raggiungere per la vostra osservazione località prive di inquinamento luminoso. Per una visione indisturbata del cielo notturno!

Il modello più recente di questa serie dispone di uno specchio di 20 pollici: Telescopio Dobson N 500/1800 Ultra Light Hexafoc.

ES-500-UL

Non è proprio del tutto ultraleggero. Si dovrebbe essere già in due persone per montarlo sul luogo di osservazione. Ma, a parte questo, lo si può smontare in componenti di facile gestione, come i modelli più piccoli.

Altre caratteristiche del telescopio Dobson N 500/1800 Ultra Light Hexafoc:

  • Griglie di alluminio massiccio: ad altissima rigidità
  • Specchio principale e specchio secondario di quarzo con certificato di collaudo
  • Bassa altezza di visione di soli 1,63 metri sullo zenit
  • Lo specchio principale può essere tarato dall’alto e quindi anche durante l’osservazione
  • Molto facilmente trasportabile per le sue dimensioni compatte
  • Notevole estrattore di focale dell’oculare di 2,5” con regolazione micrometrica 1:10
  • Grandi ruote di elevazione, con verniciatura elettrostatica a polveri, per un inseguimento senza sobbalzi

Il telescopio viene fabbricato in Ungheria e Germania.

The Imaging Source presenta le nuove fotocamere per osservazioni astronomiche: la serie Signature.

marzo 2 2018, Elias Erdnüß

Commercializziamo da subito la nuova serie Signature del fabbricante di fotocamere The Imaging Source. Da oltre 20 anni questa azienda produce fotocamere professionali soprattutto per applicazioni industriali. Tuttavia, i prodotti di questa azienda trovano largo impiego anche in campo medico e scientifico. Queste fotocamere offrono quindi a uno standard di qualità superiore alla media.

Nell’anno 2007 The Imaging Source ha presentato per la prima volta una serie di fotocamere, che erano state progettate in modo particolare per applicazioni astronomiche. Il fabbricante di queste fotocamere ha rapidamente incontrato il favore degli astronomi e degli astrofotografi, perché le fotocamere prodotte si distinguevano per la loro eccellente qualità ed addirittura per i loro costi contenuti.

In campo astronomico negli ultimi anni si è verificata una stasi dei mercati. Altri produttori si sono fatti avanti e fabbricano ogni anno nuovi prodotti, che mettono in ombra i modelli meno recenti a causa del rapidissimo e continuo miglioramento delle tecnologie digitali per le fotocamere. The Imaging Source produceva assiduamente fotocamere per astronomia: i noti modelli NexImage e Skyris del marchio Celestron vengono prodotti in collaborazione tra le due aziende.

Ora The Imaging Source ha finalmente presentato una propria serie di fotocamere! La serie Signature si distingue nuovamente per la sua eccezionale robustezza e questo non sorprende in un produttore che deve soddisfare sistematicamente i rigorosi requisiti di qualità dei clienti dell’industria. Per di più, questa serie è dotata della più moderna tecnologia CMOS dei sensori. La vecchia convinzione che solo i sensori CCD potessero essere usati in astronomia non vale più da diverso tempo: Intanto i sensori CMOS si contraddistinguono per il loro ridotto rumore e per la loro altissima sensibilità, tanto che i principali fabbricanti non producono più microcircuiti CCD. E’ per questo che nella serie Signature sono montati i più moderni microcircuiti CMOS Pregius e STARVIS del produttore Sony.

Queste fotocamere sono perfettamente ottimizzate per le riprese di pianeti. Possono fornire ad elevate frequenze di fotogrammi (frame rate) immagini ad alta definizione, non compresse e con un basso livello di rumore. Questa è la condizione preliminare ideale per l’uso delle tecniche di “Lucky Imaging”  (Imaging fortunato) per raffigurare efficacemente ogni dettaglio di pianeta che venga ripreso dal vostro telescopio. Ma attenzione perché, queste fotocamere, non sono tuttavia pensate per riprese di galassie e di nebulose dalla luce debolissima: A seconda del modello infatti sono possibili tempi di esposizione solo di alcuni secondi.

La serie Signature con i suoi quasi 60 modelli è molto vasto. Così si può effettivamente acquistare proprio la fotocamera che risponde perfettamente ai propri requisiti. Ma in questa scelta si deve far fronte a una sfida.

E per questo bisogna sapere che

di ogni fotocamera esistono tre versioni: DMK, DBK e DFK. I modelli denominati DMK sono fotocamere monocromatiche. Dal momento che non montano nessun filtro Bayer (per rilevare l’informazione cromatica), sono le fotocamere maggiormente sensibili alla luce. I modelli DBK e DFK sono invece fotocamere a colori. Dal punto di vista costruttivo sono entrambe uguali, ad eccezione di un filtro sull’infrarosso presente nelle fotocamere DFK. Poiché i sensori CMOS che vi sono montati sono anche sensibili alle radiazioni invisibili sull’infrarosso, quest’ultima, a seconda del requisito specifico, deve essere dotata di un filtro. Comunque molti astrofili desiderano usare una fotocamera sensibile ai raggi infrarossi. Se anche voi siete tra questi, le fotocamere DBK sono per voi la scelta giusta.

D’altra parte, tra questi due modelli esiste anche una differenza che riguarda la trasmissione dei dati: Le fotocamere 33U possono essere collegate tramite USB 3.0 al vostro computer e le fotocamere 38U addirittura tramite USB 3.1. Su tutte le fotocamere USB l’alimentazione di corrente avviene tramite cavo USB. Le fotocamere 33G sono dotate di una interfaccia Gigabit Ethernet (GigE). Questa interfaccia è molto diffusa nelle applicazioni professionali di elaborazione delle immagini. Per le fotocamere GiGE è necessaria anche una seconda alimentazione di corrente; per questo motivo l’alimentatore da rete necessario è compreso nella fornitura.

Dalla denominazione del modello si può anche riconoscere il microcircuito CMOS che vi è montato. Questo determina, ad esempio, la risoluzione e la frequenza di fotogrammi (frame rate) della fotocamera.

La tabella seguente vi può essere di aiuto nella scelta della fotocamera giusta:

Se siete interessati ad una fotocamera per pianeti, di recente progettazione e di elevata qualità, dovreste in ogni caso iscrivere la serie Signature nella vostra lista dei desideri.

Touptek: qual è la fotocamera più adatta per me? Scopritelo subito, con un colpo d’occhio.

febbraio 23 2018, Marcus Schenk

Immaginatevi una situazione di questo tipo: come cercare la fotocamera giusta.

L’astrofilo fissa sconcertato sullo schermo le centinaia di offerte di fotocamere. I dati tecnici gli ronzano in testa. Un po’ alla volta perde di vista il proprio obiettivo.  Ma la domanda resta sempre senza risposta: “ quale fotocamera dovrei acquistare? A questo punto, perdere la pazienza è facile: “non voglio cercare all’infinito,  desidero solo poter fare delle belle fotografie!”

In questo esempio potete trovare subito due tipi di aiuto che vi renderanno facile e veloce  il compito di trovare la fotocamera ToupTek adatta al vostro scopo.

 

Das Touptek Kamera-Sortiment

 

1. Uno schema grafico che vi fornisce la visione d’insieme

L’offerta di fotocamere aumenterà sempre più. Come si può a questo punto tenere a mente questa visione d’insieme?

Dimensioni del sensore, dimensioni dei pixel e risoluzione sono alcuni tra i tanti dati di riferimento. E li si dovrebbe confrontare per ogni singola fotocamera.

 

Si pone anche il problema: devono essere adatte per pianeti, per il cielo profondo (deep-sky) o solo come camere guida?

Non si possono tirar fuori tutti questi dati in un modo più semplice? Si, anche noi ce lo siamo chiesti ed abbiamo trovato una soluzione per le fotocamere ToupTek. Il risultato è il seguente: una tabella  grafica per una rapida visione d’insieme ma che è anche in grado di fornirvi, allo stesso tempo, diversi altri dati. In questo modo vi risparmiate un continuo cliccare avanti e indietro. Che cosa potete vedetr in questa grafica?

Dimensioni del sensore: Con un solo colpo d’occhio potete vedere le dimensioni dei sensori di dieci diverse fotocamere. Le dimensioni del riquadro sono configurate in modo da essere reciprocamente compatibili.

Codici degli articoli: Sopra ogni sensore si trovano i codici dell’articolo e accanto la denominazione della fotocamera. Se una determinata fotocamera vi interessa, potete inserire direttamente il codice nella riquadro in alto “Trova” presente sul sito.

Quadrati colorati: All’interno del riquadro vedete tre piccole caselle colorate e/o una casella nera e bianca. E questo si spiega da sé: le caselle indicano se la fotocamera esiste nella variante a colori o monocromatica.

Il numero sotto il sensore indica la denominazione del sensore, ad esempio, IMX178 oppure AR0130.

Dimensioni dei pixel (in micron) e immagini al secondo (fps): le fotocamere sono state ripartite in un diagramma x, y. In questo modo potete vedere immediatamente se una fotocamera ha pixel piccoli o grandi e se il numero di immagini acquisite al secondo è molto basso o molto alto. Dimensioni del sensore, dimensioni dei pixel e numero di immagini al secondo: sono questi i dati importanti che permettono di decidere qual è la giusta fotocamera adatta allo scopo.

Adatta per pianeti, lunghezza focale, adatta come guida: Tre barre colorate sul bordo permettono di capire per quale scopo o per quale telescopio le fotocamere sono maggiormente  adatte. Quanto più le barre sono colorate, tanto più indicate saranno per ciascun campo di applicazione. Queste barre vi dicono subito, quali sono le fotocamere adatte per voi.

Esempio: Una elevata frequenza dei fotogrammi è adatta per le riprese di pianeti, mentre un microcircuito molto grande non è particolarmente adatto per una semplice funzione di guida. Dimensioni del sensore e dimensioni dei pixel vi forniscono un punto di riferimento sulla distanza focale adatta al telescopio.

2. Come posso distinguere le diverse dimensioni dei sensori?

Le dimensioni dei sensori delle fotocamere Touptek vanno da 4,8 mm x 3,6 mm al grande sensore da 20 MP di 13 mm x 8,7 mm.

Per le riprese di pianeti e per funzioni di guida sono sufficienti sensori più piccoli, mentre per le minuziose riprese della luna o per le estese riprese del cielo profondo (deep-sky) deve esserci già più campo.

Comunque farsi un’idea dei diversi parametri  è complesso, ma è premessa importante prima di procedere all’acquisto. Per questo motivo abbiamo ideato anche qui per voi uno schema grafico sovrapponendolo ad un’immagine della galassia NGC247.

Qui sono raffigurati in concreto alcuni riquadri con i numeri di prodotto. Molto meglio di una spiegazione, qui potete vedere ad esempio quanto è più grande la fotocamera EP3CMOS20000KPA Deep Sky Color di ToupTek in confronto alla monoguida GPCMOS1200KMB di ToupTek.

 

 

Con questi due grafici sarete sicuri prima di effettuare l’acquisto. E questo senza bisogno di cercare ore ed ore. Conviene senz’altro dare subito un’occhiata alle pagine descrittive delle nuove fotocamere ToupTek.

20.06.2018
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